L’integrazione tra l’osservazione satellitare e l’intelligenza artificiale segna una nuova era: la tecnologia non è più solo uno strumento di osservazione passiva, ma una guida attiva per riparare e proteggere la salute dei nostri oceani.
Nonostante le isole di plastica rappresentino un fenomeno preoccupante ed in crescita dell’inquinamento nei nostri mari, ancora non esiste una tecnologia per l’individuazione certa di accumuli di detriti di piccole dimensioni e dispersi. Una delle difficoltà è rintracciare le scie di detriti che si formano lungo le linee di convergenza delle correnti marine. Due anni fa, proprio per affrontare questo problema è stato avviato un ambizioso progetto, chiamato AI for Detecting Ocean Plastic Pollution with Tracking, più sinteticamente ADOPT, portato avanti dal noto istituto di ricerca svizzero EPFL. Articolo completo
Fonte: https://www.rinnovabili.it/